Lezioni pratiche e teoriche

In fondo al burrone, ho trovato una forma di Yoga

Per me la vita è un grande spazio naturale in cui camminare, conoscere ed esplorare. Nel corso della vita a volte si attraversano dei grandi prati verdi, a volte ci sono le colline o delle grandi montagne da superare. A volte ci si impantana e sporca le scarpe di fango, a volte si fanno pause con un piacevole pic nic o sul ciglio di un fiume…. e a volte ci sono tunnel o burroni.

Io più che camminare, solitamente saltello e nel mentre ho visto in lontananza un burrone. Mi ci sono avvicinata sempre di più, mi sono fermata sul ciglio per capire come poterlo oltreppasare ma più che caderci mi ci hanno spinto giù.

C’è un film che si chiama L’Odio. Il protagonista del film ad un certo punto pronuncia una frase che tra me e i miei amici dell’adolescenza era diventata un mantra : “L’importante non è la caduta ma l’atterraggio!!”
In questo caso il mio atterraggio è stato senza paracadute e senza riuscire a mettere le mani avanti per attutire il colpo…insomma più che atterraggio è stato un vero e proprio schianto (nel senso negativo del termine) Sbam!
Arrivata.
Qui dove mi trovo fa un gran freddo, mi fa male ogni più piccola parte del corpo, è tutto buio e solo alzando gli occhi verso l’alto vedo in lontananza un puntino bianco… la luce! (sono fortunata a vederla). Sono ancora intera sì, ma non riesco a muovermi e prendendo coscienza di me mi sento in frantumi.
La caduta è stata veloce ma in poco tempo ho raggiunto una grande profondità.
Questo luogo si chiama depressione!

Mi trascino nello spazio circostante e mi metto in un posto che mi sembra essere più comodo e accogliente degli altri e lì mi rannicchio. Sento le voci di chi mi vuole bene che da lì dove c’è l’aria e la luce iniziano a parlarmi: “Tutto bene?” “Ma come hai fatto a cadere, lo sapevi che c’era il burrone” “Dai su, reagisci” “Risali” “Io sono qui, ti aspetto” “Ti lancio una fune, risali”.
Molte funi mi sono state lanciate nel burrone ma in realtà quasi nessuna è arrivata alla profondità giusta di dov’ ero tanto da poterla afferrare…
“Non c’è la faccio” unica risposta.
Spesso, quando una persona in un burrone risponde non c’è la faccio non sta mentendo o auto-sabotandosi, non c’è la fa davvero.
A volte ho provato ad allungare il braccio e ad afferrarne una… o non ci sono arrivata, o la forza era troppo poca per afferrarla e rimettermi perlomeno in ginocchio. Mi hanno lanciato oggetti, soldi, libri, foto per ricordarmi che su, lì dove c’è la luce è meglio… ma niente…. tutto mi faceva solo sentire più dolore. Sono stata giorni interi nel burrone facendo il possibile di quello che riuscivo a fare: girarmi su me stessa, osservare il posto in cui ero, accarezzare le pareti.
Guardavo le parti del mio corpo e provavo a vedere se ancora funzionavano. Provavo a respirare. Dal respirare ho ricordato le pratiche di Pranayama dello yoga e ho iniziato ad applicarle. Respirare e cercare di controllare e direzionare il respiro era l’unica cosa che sembrava chiedermi meno impegno d’energie. Di lì, poi, in maniera quasi inconsapevole ho iniziato ad ascoltare la mia mente, le mie sensazioni corporee e le mie emozioni… ho iniziato a MEDITARE.
Meditavo sdraiata perché stare in posizione seduta era troppo impegnativo per me.
In queste meditazioni, senza alcuna difesa o controllo è iniziato un percorso di auto-osservazione. Tanti piccoli pezzettini di me mi si proponevano agli occhi della consapevolezza. Una consapevolezza che a volte ha fatto tanto male ma che pian piano mi ha permesso di rimettermi in ginocchio ed afferrare una fune e dopo rimettermi almeno in piedi…
Trovare o avere le forze per iniziare a risalire non è così scontato…
Praticare Asana era del tutto impensabile, ma lì dove non c’era nulla, né corpo né forza io ho trovato una delle forme dello Yoga…
Per sempre grata.

Spero che questo racconto possa arrivare a tanta gente che si trova nel proprio burrone e poter essere d’ispirazione e aiuto. Io vi capisco. Di lì non si può andare via. Quelle poche energie che avete usatele per meditare e la meditazione vi accoglierà nel suo abbraccio e vi cullerà.

“La meditazione del mattino” 7 giorni 7 meditazioni insieme alle 6:30 in diretta facebook

Bentrovati!
Avete letto bene, da venerdì 24 Settembre a venerdì 1° ottobre, per 7 giorni alle 6:30 del mattino andremo a meditare insieme in diretta sulla pagina facebook Yoga Fissa Dimora asd. Per partecipare potrete lasciare la vostra adesione nei commenti o post facebook e instagram o in messaggeria privata scrivendo: PRATICO #lameditazionedelmattino. La partecipazione è gratuita!


Lo scorso anno siamo stati costretti a usare questo mezzo per le nostre pratiche di yoga ma per fortuna da questo mese siamo tornati in sala per la nostra pratica di asana. Abbiamo ormai imparato a familiarizzare con questo mezzo e vogliamo continuare ad usarlo per creare e mantenere un senso di unione e vicinanza se pur distanti.
“La meditazione del mattino” sarà la nostra opportunità per rendere concreta questa intenzione.
Questo progetto nasce come spesso sono solita fare da una esperienza personale…
In questo ultimo periodo ho sospeso la mia pratica di asana e pranayama a causa di un’importante abbassamento d’ energie dovuto da un avvenimento traumatico che è avvenuto nella mia vita. In questa situazione-stato ha preso spazio la meditazione, che è diventata un’amica fedele che viene a farmi visita ogni giorno per più volte al giorno.
Mi ha curato e coccolato nel letto o in spiaggia…mi ha tranquillizzato come una ninna nanna, cullato come una mamma e ascoltata come un terapeuta.
Ogni giorno 2,3 meditazioni per circa 10-12 minuti…il mio momento di ascolto.

Non c’è forma migliore dell’amore nella condivisione ed è per questo motivo che voglio donarvi questa mia esperienza solitaria di questa estate.
Meditare appena svegli, nel silenzio del primo mattino, anche per soli 10 minuti ci permette di connetterci a noi stessi e centrarci prima di dedicarci agli altri e a tutte le attività della nostra giornata. Un momento per noi ogni giorno per guarire, crescere ed evolvere.
Non è necessario portarsi sul tappetino, basterà anche semplicemente sederci sul nostro letto, andare sulla pagina facebook Yoga Fissa Dimora asd, connettersi alla diretta e svegliarsi insieme meditando! (mi emoziona già solo l’idea!)
La diretta rimarrà sulla nostra pagina e se vuoi potrai ripeterla più volte durante la giornata. Ogni giorno avrà una tematica differente, ci sensibilizzeremo al radicamento, ci prenderemo cura di noi e conosceremo meglio, ci avvicineremo alle nostre paure, osserveremo l’ansia, interagiremo meglio con i bisogni del partner o di chi ci sta vicino nella quotidianità. Giorno dopo giorno ci avvicineremo un po’ di più al nostro essere e al centro del nostro cuore.

Il dono di imparare a meditare è il dono più grande che puoi dare a te stesso in questa vita.

(Sogyal Rinpoche)

Iniziamo venerdì 24 Settembre alle 06:30 del mattino fino a venerdì 1 ottobre.

Vi aspetto.

“Postural Pilates” il nostro mix

L’obiettivo della nostra scuola è portare il benessere attraverso il movimento.
Le lezioni di Postural Pilates nascono dalla professionalità del nostro fedelissimo insegnate Pietro Tedeschi, presente nella nostra scuola dal primo giorno di apertura.
Essendo certificato in entrambe le discipline abbiamo pensato di unirle e alternarle in un’unica lezione!!
Le sue classi si svolgono al mattino (martedì e giovedì dalle 08:30 alle 09:30 e dalle 09:30 alle 10:30) abbracciando un pubblico soprattutto femminile che va dai 40 agli 80 anni.

In questo articolo cercherò di spiegarvi le differenze dei due metodi e i loro benefici e permettervi di capire se è il movimento più indicato a voi.

Pilates
Il pilates è un tipo di ginnastica (metodo fitness) di tipo rieducativo, preventivo ed ipoteticamente terapeutico (riabilitativo), focalizzato sul controllo della postura – tramite la “regolazione del baricentro” – a sua volta necessario a guadagnare maggiore armonia e fluidità nei movimenti. Ne trae vantaggio dall’esecuzione regolare di pilates soprattutto la colonna vertebrale e il controllo dell’equilibrio. A differenza di molti tipi di ginnastica, il metodo pilates segue rigorosamente princìpi fondati su una precisa base filosofica e teorica.
Il metodo è “arte del controllo motorio” e si manifesta sotto forma di un vero e proprio allenamento più che come terapia.
Praticando il metodo con continuità si  ottiene un notevole miglioramento della fitness muscolo tendinea e soprattutto articolare, nonché un maggior controllo dell’equilibrio, quindi un incremento rilevante della qualità della vita.
Il lavoro di rinforzo sul “core”, il baricentro è il vero focus del metodo. Per essere più chiari, il “core” è l’area compresa tra la parte finale della cassa toracica e la porzione più bassa del bacino, ed è costituito fondamentalmente dai muscoli addominali (retto, obliqui e trasverso), paraspinali, quadrato dei lombi, del pavimento pelvico, glutei e flessori dell’anca. Il rinforzo dei muscoli del “core” migliora le problematiche del rachide e quindi del mal di schiena, migliorando anche la postura.

Posturale
Questa disciplina ha un obiettivo ben preciso: migliorare la postura attraverso il rinforzo del tono muscolare di tutto quanto il corpo. Gli esercizi proposti nelle lezioni di ginnastica posturale migliorano l’elasticità muscolare e la mobilità articolare, migliorano la forza e la resistenza dei muscoli, rieducano ad una corretta respirazione e aumentano la capacità di concentrazione, auto-rilassamento e la aiutano nella gestione dello stress. Migliorano la postura, il movimento, l’equilibrio e la propriocezione.

Durante la lezione l’insegnante si avvale anche di attrezzi esterni come elastici e bastoni per lavorare più nello specifico e stimolare maggiormente il corpo.

Queste lezioni sono davvero un modo per risvegliare, rieducare il corpo e mantenerlo in salute. Le nostre care signore, costanti e volenterose ne traggono ogni giorno grande vantaggio, creando con la loro presenza un ambiente amichevole e allegro e sono certa che diventeranno sempre più forti e sane.

Da noi è sempre possibile prenotare una lezione di prova chiamandoci, venire a visitare la nostra scuola e conoscere i nostri insegnati.
Vi aspettiamo.



Palinsesto 21-22

Da lunedì 6 settembre riprendono i nostri corsi in sala. Le classi saranno a numero chiuso, rispettando le norme anticovid richieste per la nostra attività. Per questo vi consigliamo di iscriversi celermente se la vostra intenzione è quella di riprendere con l’attività fisica. Questo è il palinsesto del nuovo anno. Per info e iscrizioni potete scrivere o chiamare il 328 3631728 dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.

5° Tappa: Intenzione e Desiderio

Questa tappa entra nel cuore della nostra mente, aiutandoci a comprendere il nostro stesso funzionamento fisico e psichico. Vi consiglio di leggere queste prossime righe con molta attenzione! Iniziamo…

La nostra mente è un organo in grado di creare pensieri che prendono continuamente forma al livello della nostra coscienza; se ci poniamo l’obiettivo di fermarli, falliremo perché nel giro di pochi secondi riprenderanno la loro corsa.
L’attività della mente è strettamente collegata ad ogni singola parte dell’organismo, quindi se è caratterizzata da tensione e nervosismo comunica la sua agitazione a cellule, tessuti e organi, se invece è tranquilla invia un messaggio di pace e armonia. In una lettura superiore tutto questo è energia e informazione.

“Se accettiamo l’idea che il nostro corpo personale non è separato da quello dell’universo, modificando in maniera consapevole l’energia e le informazioni racchiuse dentro di noi siamo in grado d’influenzare l’energia e le informazioni del nostro corpo esteso, cioè dell’ambiente /mondo in cui viviamo. Questa influenza viene attivata da due qualità legate alla consapevolezza: l’attenzione (che rafforza) e l’intenzione (che trasforma).
Se volete che qualche aspetto della vostra esistenza si rafforzi, dedicategli la vostra attenzione e distoglietela invece se preferite che la sua presenza si attenui.

Su suggerimento delle parole di Chopra percorriamo insieme i km di questa rivoluzionaria tappa.

1 Km: CHIAREZZA
Prima di tutto fate chiarezza per ciò che riguarda le vostre intenzioni e i vostri desideri.
Concedetevi del tempo per prendere regolarmente nota di tutte le cose che vorreste si manifestassero nella vostra vita e rileggete ogni mattina la vostra lista. Mano a mano che che i desideri si realizzano o modificano modificate l’elenco e osservate anche come cambiano le vostre intenzioni.

2° Km: LASCIA ANDARE L’ESITO
Anche se consentite alle vostre intenzioni e desideri di affiorare liberamente, imparate ad affidarvi ad un disegno superiore e a lasciar andare l’esito finale alla natura. Coltivate sempre la fiducia in qualcosa più grande di voi che conosce bene ciò di cui avete bisogno. A volte quello che ci aspetta dietro l’angolo è meglio di ciò che stavamo cercando.

3° Km: STAI NEL PRESENTE
Ogni vostro singolo gesto deve portare con se la piena consapevolezza del presente. Non consentite ad eventuali ostacoli di consumare o disperdere l’attenzione che vi fa sentire immersi nel presente. E’ questa costante presenza che dona un grande potere alle aspettative che più vi stanno a cuore.

4° km: MEDITAZIONE DELL’INTENZIONE
Dedica 5 minuti della tua giornata, ma se vuoi anche di più, alla meditazione con l’uso del mantra.
*Stando seduto ad occhi chiusi ripeti a voce alta o nella mente il mantra del suono primordiale OM.
*Focalizzate poi, l’attenzione sulla parte del corpo che circonda il vostro cuore, ringraziate per i doni ricevuti e lasciate andare ostilità e risentimento.
*Ripetete nella vostra mente “Sia fatta la tua volontà” come fosse un mantra. Abbandonatevi a qualunque cosa rappresenti per voi l’intelligenza alla base dell’Universo, che si tratti di Dio, della Natura o qualsiasi altro concetto.

Buona tappa di attenzione e trasformazione!

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E’ nata la nostra prima Yoga Fissa Dimora Community-EVENTI-

Questo gruppo facebook è pensato come un raccoglitore a cui accedere facilmente per conoscere le iniziative firmate Yoga Fissa Dimora ❤

*Potrai consultarlo ogni volta che vuoi e lasciare i tuoi commenti, condivisioni o foto delle tue esperienze con noi.
Il nostro tappetino è pronto ad accoglierci tutti!

*Troverai gli appuntamenti delle lezioni in sala e all’aperto con il movimento che ti fa bene e trasforma:-Yoga Vinyasa (Dinamico), Hatha Yoga, Yoga in Gravidanza e post parto, Postural Fit, Tonic +, Pilates, Postural Pilates.-Lezioni speciali, master class e incontri di crescita personale.
Il nostro tappetino non ha limiti !!!

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Ti aspettiamo per il movimento che fa bene e trasforma!

Surya Namaskara, la pillola Yoga.

Appartenente alla tradizione vedica, il Surya Namaskara, nelle sue numerose varianti è un’invocazione all’energia del sole. In sanscrito, la lingua madre dello Yoga, Surya è il nome del Sole, Namaskara significa saluto da cui “Saluto al Sole”. Se adeguatamente e coscientemente eseguito può sintonizzare l’organismo con una delle più potenti sorgenti di energia cosmica: il Sole, ma è anche un saluto di onore e rispetto alla presenza divina che è in ognuno di noi.

La sequenza, composta da 12 posizioni, viene considerata una pratica autonoma, completa in se stessa, poiché rispetto agli asana dello yoga, ha la caratteristica di essere una sequenza dinamica di posizioni. Viene infatti eseguita come una danza in movimento che sincronizza movimento e respiro in un flusso ritmico e dinamico, passando da una posizione all’altra.

Utilità
La sua funzione è duplice. Praticata al mattino risveglia il corpo eliminando le rigidità della notte e dona e carica il corpo di nuove energie per affrontare la giornata. Stimola la muscolatura, sollecita le ghiandole endocrine e porta chiarezza alla mente. Bastano sei ripetizioni ogni mattina per dare il giusto vigore al corpo e iniziare al meglio la giornata.
Può essere praticata anche come riscaldamento all’inizio di una pratica yoga o durante il giorno quando i livelli di energia si abbassano. Tuttavia se praticato in una condizione di profonda interiorizzazione, diviene una pratica di meditazione in movimento ma questo aspetto lo affronteremo in un altro articolo. Oggi ci concentriamo sui suoi benefici più fisici.

Ripetizioni
Si possono eseguire da 6 a 12 ripetizioni o multipli di 6 o 12, fino ad arrivare a 108. 3 è il numero minimo, per i principianti considerando che ogni sequenza comprende l’esecuzione con il lato destro e il lato sinistro.

Benefici a breve e lungo termine
Dieci minuti ogni mattina, possono essere sufficienti per incominciare subito e avere i benefici immeditati:
-Riduce lo stress
-Aumenta la flessibilità
-Migliora la postura
-Rafforza la muscolatura e l’ossatura
-Calma la mente

Se praticato con costanza arriveranno i benefici a lungo termine:
-Attiva la circolazione
-Accelera il metabolismo
-Disintossica il corpo
-Ossigena i tessuti
-Massaggia gli organi interni
-Regola il sonno
-Aumenta la forza
-Rinforza il sistema immunitario
-Migliora il sistema respiratorio
-Migliora il sistema digerente
-Aumenta l’equilibrio
-Spariscono i mal di schiena

Inizia da oggi a praticare con costanza il Surya Namaskara come pillola Yoga!
Buona pratica.

In questo articolo trovi la sequenza base

Yoga all’Alba

Il 21 Giugno, torna per il 4° anno di seguito la nostra pratica all’alba di Surya Namaskara (Saluto al Sole)

Il giorno del Solstizio d’estate è diventato dal 2014 l’International Yoga Day, la giornata Internazionale dello Yoga. Una ricorrenza mondiale istituita ufficialmente dall’Onu, che ha dichiarato lo Yoga come: “Il più grande dono fatto dall’India all’Umanità”.

Dal 2018 anche noi di Yoga Fissa Dimora abbiamo voluto, a nostro modo, onorare e ringraziare questa antica disciplina che ci sostiene giorno dopo giorno, con la pratica all’alba della sequenza del Saluto al Sole. E’ di certo una pratica che richiedere molto impegno e forza di volontà per poter arrivare in orario e poter partecipare, ma se non fosse così, non sarebbe il nostro dono allo Yoga. Di certo l’impegno viene lungamente ricambiato dalla magia della pratica mentre nasce il Sole, diventata da alcuni la più attesa dell’anno.

L’appuntamento è alle 04:45 del mattino sulla terza pedana di Pane e Pomodoro a Bari e fino al sorgere del Sole si pratica in silenzio la sequenza base del Surya Namaskara. Quando il Sole è alto ci si ferma per 15 minuti seduti ad osservarlo meditando. Chi vuole può anche partecipare senza necessariamente praticare ma rimanendo in silenzio e in meditazione per tutto il tempo. Si consiglia di vestirsi di bianco e di accendere il proprio bastoncino d’incenso all’arrivo. E’ davvero il nostro rituale e per noi è importantissimo.

Nella storia dello Yoga esiste il rito di praticare 108 volte il Surya Namaskara nel solstizio d’estate e d’inverno e durante l’equinozio di primavera ed autunno. Nella nostra pratica all’alba non andiamo a contare le sequenze ma le pratichiamo mentre il sole sorge.
Questa è la sequenza che andremo a praticare insieme.

La trovate anche scaricabile nel link qui sotto.

In un prossimo articolo vi parlerò del Surya Namaskara, del suo significato e dei suoi benefici ma intanto…
puntate la sveglia…ci vediamo all’alba.

4° Tappa: Minimo sforzo -Il cammino delle 7 tappe spirituali-

Continua il nostro cammino con la 4° tappa che si sposa perfettamente con il periodo primaverile. Leggiamo le parole di Chopra insieme, ne rimarremo affascinati.

L’intelligenza della natura agisce con facilità, senza alcuno sforzo. Se guardate il flusso e il riflusso del mare o la fioritura di un bocciolo, non scorgerete il minimo accenno di sforzo. La natura è regolata con ritmo ed equilibrio e quando siamo in armonia con lei riusciamo ad usufruire al meglio di questa tappa. La natura è tenuta insieme dall’energia dell’amore e lo sforzo minimo viene effettuato quando le nostre azioni sono da esso motivate. Se l’anima costituisce il nostro punto di vista interiore, noi siamo in grado di incrementare il potere dell’amore e di usarne l’energia in maniera creativa per guarire, trasformare e favorire l’evoluzione.
Molti sono convinti che sia impossibile ottenere risultati validi senza pagare un prezzo adeguatamente salato: lo yoga dimostra l’esatto contrario, in quanto i maggiori benefici che offre derivano dal rilassamento garantito da una determinata posizione e non dalla costrizione imposta al corpo affinchè riesca a eseguirla. Quando assumiamo una postura che richiede una buona dose di flessibilità, individuiamo il punto in cui i muscoli e i tendini oppongono resistenza: invece di superarlo ricorrendo alla forza abbandoniamoci a tale ostacolo e potremo così aumentare la nostra scioltezza. Manteniamo la piena consapevolezza a livello fisico e lasciamoci andare. Nello yoga, così come nella vita la pazienza è una virtù: se incrementiamo la capacità di abbracciare i nostri limiti e i nostri punti deboli, evitando di contrastarli, le restrizioni che essi riusciranno a imporci diminuiranno e al tempo stesso si rafforzeranno l’equilibrio e l’energia che potremo sperimentare.

Questa tappa ci insegna, in breve tempo a smettere di sprecare energia in conflitti e contrasti con noi stessi e con gli altri, dedicandola invece all’espansione della nostra creatività , alla crescita personale e alla guarigione.

Percorriamo insieme i km di questa stupenda tappa!

1° Km: ACCETTAZIONE NELLA PRATICA YOGA
Quando siete sul vostro tappetino abituatevi a sviluppare la dote dell’accettazione. Eseguite gli asana e accettate il vostro corpo anche se vorreste modificarlo. Non appena percepite in voi il bisogno di opporvi ai vostri limiti fisici, lasciatelo andare.

2°Km: ACCETTAZIONE NELLA VITA QUOTIDIANA
Nella vita quotidiana accettate le persone e le situazioni senza volerle giudicare o cambiare, rimanendo consci di come ogni singolo istante della vostra esistenza dipenda dalle scelte che avete compiuto in precedenza. Invece di opporre resistenza nei confronti degli esseri umani e degli eventi che capitano lungo il cammino, sappiate accettare il vostro presente e rafforzare l’impegno a compiere scelte sempre più consapevoli.

3° Km: ASSUMERSI LA RESPONSABILITA’
Dopo aver accettato le cose così come sono, assumetevi la piena responsabilità delle sfide che affrontate. Al pari di quanto accade con lo yoga, ciò significa impegnarsi a nutrire il proprio corpo scegliendo il regime alimentare e gli esercizi fisici più adatti e salutari. Tenete a mente che ogni sfida rappresenta un’opportunità stando sempre all’erta potete approfittarne per trasformarla e e trarne beneficio.

4° Km: NESSUNA OSTINAZIONE
Evitate di chiudervi in un atteggiamento troppo difensivo e non sprecate energia vitale propugnando a oltranza il vostro punto di vista o cercando di persuadere gli altri e condividerlo. Rimanete aperti a qualunque possibile prospettiva, senza attaccarvi rigidamente a nessuno di loro.

Quando ti ritrovi a forzare un risultato che non è ancora pronto a manifestarsi, percorri con presenza i km di questa tappa.

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3° Tappa: Karma (Causa ed effetto) -Il cammino delle 7 tappe spirituali-

Oggi ci incamminiamo verso la 3° tappa di questo cammino spirituale che stiamo percorrendo insieme. Karma o causa ed effetto. Una parola che è diventata di gran uso nel vocabolario occidentale, spesso usata in maniera negativa o meglio punitiva nei confronti di qualcuno che compie un’azione, a nostro vedere, “sbagliata”.
Questo termine affonda le sue radici nel sanscrito Karman e appartiene alla terminologia religiosa e filosofica delle dottrine induiste. Il karma indica, presso queste religioni, il frutto delle azioni compiute da ogni vivente, che determina una diversa rinascita nella gerarchia degli esseri e un diverso destino nel corso della susseguente vita- Samsara-“.
Leggiamo insieme le parole di Chopra a riguardo e capiamo come poter integrare questa tappa nella nostra vita quotidiana.

Ogni nostra azione genera una forza che ci viene restituita in vari modi: raccogliamo sempre ciò che abbiamo seminato. Molte persone interpretano erroneamente questo termine e lo considerano una sorta di ciclo che imprigiona all’infinito: si tratta invece di un’affermazione della libertà umana. Il Karma implica la capacità di compiere una scelta consapevole e tale gesto è alla portata di tutti noi. Per comprendere questa tappa e ricavarne i massimi benefici occorre mantenere sempre la piena coscienza delle decisioni che si prendono.
Che ci faccia o meno piacere, tutto quello che ci sta succedendo adesso è il risultato delle scelte che abbiamo fatto in passato, anche se inconsapevolmente. Se ci facciamo da parte e guardiamo con distacco i percorsi che intraprendiamo ci spostiamo dal regno dell’inconscio a quello della consapevolezza. Nell’ambito di ogni situazione è possibile identificare la possibilità che fra tutte può consentirci di rendere felici noi stessi e gli altri. Se ci riusciamo il nostro gesto sarà fonte di nutrimento per noi stessi e per coloro che ci stanno attorno.
Il Karma appare nel nostro presente facendoci ricordare il passato; per essere certi di rispettarlo ci basta compiere in maniera consapevole le nostre scelte, agendo nel regno della pacata consapevolezza.

Per raggiungere la tappa del Karma è necessario percorrere i Km di questa tappa nella nostra pratica yoga e nella vita quotidiana, al fine di dare sempre la preferenza alle decisioni più utili alla crescita e all’evoluzione.

1° Km: PAZIENTA NELLA PRATICA DEGLI ASANA
Osserviamo i nostri movimenti mentre passiamo da una posizione all’altra consci di come ogni nostra azione sia immancabilmente seguita da una reazione. Se l’impazienza ci spinge a eseguire un asana per cui non siamo pronti, la reazione di corpo/mente è immediata e la tensione fisica genere un inevitabile disagio interiore. Se ci muoviamo invece con grazia rispettando i limiti della postura, il corpo e la mente reagiscono senza sforzo, in maniera fluida.

2° Km: PONITI LA DOMANDA GIUSTA
Quando esprimete le vostre preferenze in ogni ambito chiedete a voi stessi: “Quale mia decisione ha maggiori probabilità di recare felicità e appagamento a me e a chiunque possa ritrovarsi coinvolto dalla mia scelta?”

3° Km: ASCOLTA IL CUORE
Prestate ascolto al vostro cuore affinché vi guidi rivelandovi il benessere o il disagio che prova. Questo è il punto di contatto fra mente e corpo. Se ciò che pensate di fare risveglia un’eco positivo a livello fisico, potete procedere. Se la sensazione è invece quella di malessere o incertezza, concedetevi una pausa e visualizzate le possibili ripercussioni del vostro comportamento. Rendere il giusto onore alla guida fornita dall’intelligenza del vostro corpo vi aiuta a compiere le scelte più efficaci dal punto di vista dell’evoluzione (vostra e di coloro che vi stanno accanto).

4° Km: RIFORMULA UN EPISODIO
Esercitatevi ad essere gentili con voi stessi, riformulando qualcosa che è capitato nel corso della giornata. Individuate qualcosa che avete fatto durante la giornata (o nella giornata precedente) che avreste potuto fare diversamente, riformulatelo e lasciate andare il senso di colpa. Chiedi a te stesso, con calma e compassione, perché ti sei comportato in un certo modo. Questo processo di riflessione e riformulazione è ancora più efficace se si mette per iscritto. Ci aiuta a diventare più consapevoli di noi stessi ma anche più gentili con noi stessi. Prendi un foglio e per 5 minuti rifletti su queste due domande:
– Quale episodio capitato nelle ultime ventiquattr’ore vorresti riformulare? Descrivi in modo semplice ciò che è successo, come se fossi un osservatore esterno.
-Qual è la peggiore critica che puoi muovere al tuo comportamento? Elenca le motivazioni che ti hanno portato a quel comportamento.
Rileggi, rifletti e perdonati con la promessa di poter migliorare.

5 Km: RIELABORA LA GIORNTA
Scrivi tre cose che ti sono andate bene durante la giornata. Questo km accresce subito la felicità. Dopo aver individuato le tre cose, metti per iscritto come mai si è verificato ciascun episodio e che impressione ti ha dato. Individua se in qualche modo sei stato, con le tue scelte e comportamenti, partecipe ad aver scaturito tale cosa o comportamento nell’altro.

In questa tappa comprendiamo profondamente che la felicità e il successo sono garantiti a coloro che scelgono in maniera consapevole di agire affinché gli altri abbiano felicità e successo.

Per percorrere i km di questa tappa scarica e se vuoi stampa la tua credenziale/diario per la 2° tappa.

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