Lezioni pratiche e teoriche

2° Tappa: Dare -Il cammino delle 7 tappe spirituali-

Sono certa, che chi ha percorso con più o meno costanza in questa settimana la prima tappa, avrà trovato il suo km preferito e fatto scoperte su di se. Il mio è stato indubbiamente quello sulla comunicazione con la natura. Ho passato minuti in completa estasi mentre ero connessa con le onde del mare o con le nuvole. Ho percepito delle vere e proprie scintille al cuore…e continuerò a portare questo km nella mia vita quotidiana. Se anche voi avete trovato il vostro km preferito e volete condividere le vostre esperienze potete scrivermi, sarò più che onorata di confrontarmi con voi.

Oggi iniziamo a camminare verso la seconda tappa: Dare.
Una tappa importante che ci permette di entrare davvero in contatto con il mondo esterno ma senza mai dimenticare che i primi a cui è necessario concedere il Dare siamo noi stessi.
Leggiamo di seguito le preziose parole di Chopra a riguardo:

Questa tappa ci aiuta a cogliere il messaggio che l’Universo agisce tramite una serie di interazioni. Il nostro corpo è in continuo scambio dinamico con il corpo dell’intero universo e lo stesso accade alla nostra anima che interagisce con quella del cosmo. Questi scambi armoniosi si esprimono in questa tappa.
Ciò che conta è l’intenzione che sostiene la nostra capacità di dare e ricevere e che dovrebbe sempre spingerci a creare felicità per noi stessi e per gli altri (la felicità è una forza che genera e sostiene la vita). Noi riceviamo in maniera direttamente proporzionale rispetto a quanto sappiamo dare con il cuore e in maniera disinteressata; il gesto di donare dev’essere colmo di gioia per moltiplicare all’infinito l’energia della nostra azione.
La tappa del Dare si esprime benissimo ogni volta che inspiriamo ed espiriamo. Ogni volta scambiamo migliaia di atomi con l’ambiente circostante. Ora, facciamo insieme un esercizio che ci aiuterà a comprendere il senso profondo e pratico di questa tappa. Inspirate a fondo, trattenendo il più possibile il fiato e siate consapevoli del disagio che provate imprigionando qualcosa che invece dovreste lasciare libero. Espirate e dopo aver svuotato completamente i polmoni non inspirate subito ma aspettate finché non riuscite più a controllarvi e anche in questo caso prestate la dovuta attenzione al malessere suscitato dal vostro rifiuto di accogliere in voi ciò di cui avete bisogno (cioè l’aria). Ogni volta che opponiamo resistenza
al Dare, la nostra mente viene sopraffatta dall’ansia e il nostro corpo è assalito da un fastidio più o meno tollerabile. Se il prana scorre liberamente nel nostro corpo e nella nostra mente, noi siamo in perfetta sintonia con la generosità e la ricettività dell’universo.

Per percorrere questa tappa con consapevolezza, questa settimana abbiamo dei km da fare:

1° km: RESPIRAZIONE CONSAPEVOLE
Per 5 minuti rimanete consapevoli della vostra respirazione, realizzando uno scambio rilassato di aria con l’ambiente, inspirando ed espirando. In qualunque momento vi capiti di percepire una certa resistenza nel vostro corpo, dovuta magari al fatto che le cose non vanno come vorreste, focalizzatevi sul vostro respiro e tornate così a ricevere e lasciare andare senza compiere il benchè minimo sforzo.

2° km: IL DIARIO DELLA GRATITUDINE
Questo km ci aiuta a nutrire quotidianamente la gratitudine che proviamo per i doni ricevuti nell’arco della nostra esistenza. Siediti e per 5 minuti scrivi le cose di cui ti senti grato. Può essere qualsiasi cosa, dal bel tempo al fatto che hai un tetto sulla testa, un lavoro o una piccola cosa che ti ha fatto piacere. Puoi anche concentrarci sulle cose di cui vai maggiormente fiero. Questo diario diventerà un piccolo promemoria, che per quanto la vita possa essere dura, ci regala ogni giorno delle cose buone, anche se a volte non sono immediatamente evidenti.

3 km: LA GRATIDUDINE NELLA PRATICA DEGLI ASANA
Mentre sei sul tuo tappetino entra in connessione con la forza vitale che circola nel tuo organismo e diventa riconoscente per l’opportunità di sperimentare la vita attraverso un corpo umano e una mente. Assapora le sensazioni provocate dal tuo organismo che si contrae e si amplia per assecondare le posture che assumi. Rendi omaggio alla manifestazione fisica che consente alla tua anima di esprimere il suo significato e il suo scopo.

4 Km: LA PRATICA DELLA GENTILEZZA
Per questo km vengono sempre richiesti un minimo di 5 minuti ma se vuoi puoi prolungarlo per tutta la giornata. Abbi sempre la ferma intenzione di dare qualcosa a tutti coloro con cui ti capita di entrare in contatto. Può trattarsi di una parola gentile, un sorriso, un complimento o un piccolo regalo. Ci sono infiniti modi per essere gentili.

5 km: LA PRATICA DEL RICEVERE
Alcuni di noi sono più portati a donare e ad essere gentili con gli altri dimenticandosi a volte di se stessi. Questo km ci ricorda che dobbiamo imparare a ricevere. Dobbiamo essere pronti a ricevere i doni che possono arrivarci dalla natura (il canto degli uccelli, una pioggia primaverile, un arcobaleno o un tramonto) o da altre persone (un abbraccio affettuoso, un gesto cortese, un suggerimento utile o un complimento).

6 Km: DAI AL TUO CORPO CIò DI CUI HA BISOGNO DURANTE GLI ASANA
Portati sul tuo tappetino e per 5 minuti o più, ed esprimi l’intenzione di lasciarti andare alle intenzioni del tuo corpo. Invece di imporgli la tua volontà per assumere una determinata posizione, abituati ad ascoltare la necessità di muscoli e giunture. Asseconda il tuo corpo e le sue esigenze. L’impulso di dare sorge naturale dall’esperienza di gratitudine. Grazie a questo lieve spostamento di prospettiva riuscirai ad eseguire anche gli asana più complessi.

In questa tappa approfittiamo di ogni occasione per far circolare amore, premure, affetto, apprezzamento e accettazione.

Per percorrere i km di questa tappa scarica e se vuoi stampa la tua credenziale/diario per la 2° tappa.

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Per percorrere la 1° tappa clicca qui

1° Tappa: Potenzialità Pura -Il cammino delle 7 tappe spirituali-

Iniziamo il nostro cammino verso la prima tappa.
Riguardo la Potenzialità Pura, Chopra, con il suo scritto ci porta a conoscere e riflettere sull’esistenza del nostro Sè e del nostro Ego.

Nel profondo del nostro essere noi siamo costituiti da pura consapevolezza. La pura coscienza è la nostra essenza spirituale, nonché fonte di gioia suprema, il luogo in cui risiedono la conoscenza, l’intuito, l’equilibrio, l’armonia e la beatitudine. In questo “ventre silenzioso” nascono i pensieri, i sentimenti e le azioni e prendono vita tutte le forme e i fenomeni della nostra quotidianità. Esso rappresenta la nostra natura fondamentale e di conseguenza tutti noi siamo potenzialità pura.
Il tacito testimone è il nostro vero Sè. L’esperienza o realizzazione del Sè equivale alla comprensione di come il nostro punto di riferimento interiore sia l’anima e non l’oggetto dell’esperienza che ci troviamo a vivere. L’esatto contrario accade quando ci lasciamo influenzare da ciò che avviene e si trova al di fuori del Sè (situazioni, circostanze, persone e cose). In questo caso siamo schiavizzati dal costante bisogno del consenso e dell’ammirazione degli altri per sentirci appagati e degni di considerazione.
Quando siamo soggiogati dagli oggetti materiali, il nostro punto di riferimento interiore è l’ego, che non corrisponde alla persona che siamo veramente ma è una maschera che indossiamo entrando in contatto con coloro che ci stanno intorno, un ruolo che recitiamo di volta in volta. Davanti ai nostri genitori siamo un figlio, così come diventiamo un genitore in presenza dei nostri figli. In ambito professionale cambiamo atteggiamento a seconda di chi abbiamo di fronte, assumendo con i nostri superiori un modo di fare che non coincide con quello riservato ai nostri dipendenti.
La nostra maschera sociale necessita di approvazione, esige di avere sempre il controllo e trova nel potere tutta l’energia che le serve per sopravvivere.
Il nostro vero Sè, la nostra anima, è completamente libera da tali fardelli; immune da qualunque critica, non teme le sfide e non si sente superiore o inferiore a nessuno perchè sa che tutti gli esseri umani sono in realtà il medesimo Sè che assume sembianze diverse.

Deepak Chopra

Saper riconoscere quando e che maschere indossiamo è il cuore di questa prima tappa.
Semplicemente osservarsi e imparare a riconoscere.

Per percorrere questa tappa in consapevolezza abbiamo dei km da fare:

1° Km : COLTIVARE L’IMMOBILITA’ NEGLI ASANA
Scegli un asana che apprezzi particolarmente e cerca di tenerla un po’ più a lungo ricercando l’immobilità nel asana stesso. Assumi il ruolo del testimone silenzioso assaporando la tua capacità di concentrarti sul respiro.

2° Km: COLTIVARE L’IMMOBILITA’ NELLA MEDITAZIONE
Sdraiati sul tappetino, sul letto o sul divano imposta il timer per 5 minuti o di più. Appoggia una mano sulla pancia e una sul petto. Inspira profondamente dal naso e gonfia la pancia in modo che la mano si sollevi. Quando hai l’impressione di non riuscire più ad inalare aria, gonfiando la pancia in fuori, inspira ancora un po’ di più. Noterai che adesso è il tuo petto ad espandersi e la mano si solleverà. Ora espira completamente. Percepirai entrambe le mani abbassarsi.
In ogni atto respiratorio osserva dove percepisci nel corpo maggiormente l’aria: la senti nelle narici, sulle labbra o nei polmoni? Continua e osserva. Se affiorano dei pensieri prendine atto osservandoli con curiosità e distacco. Quando la mente divaga riporta l’attenzione all’osservazione del respiro.

3° Km: COMUNICATE CON LA NATURA
Abituatevi ad assumere il punto di vista del testimone silenzioso, osservando dall’immobilità interiore della vostra anima l’attività dinamica che regna nel mondo.
Svegliatevi presto per vedere l’alba, ammirate un tramonto, ascoltate il rumore del mare o il vento tra le foglie, annusate un fiore, osservate e curate con la massima attenzione una delle vostre piante, contemplate un albero, ascoltate il canto degli uccelli, guardate i rami che si muovono al vento. La natura è davvero ricca di stimoli per questo km…sentitevi liberi di trovare quello che più vi fa piacere. Grazie alla pace del vostro silenzio interiore e alla connessione con la natura, potete assaporare la gioia e il rispetto per l’etero movimento della vita in tutte le sue manifestazioni.

4° km: NON FORMULARE GIUDIZI NELLA PRATICA YOGA
Imparare a non formulare giudizi. Realizzando le posture nella vostra pratica, ignorate il bisogno di giudicare le vostre capacità. Iniziate ogni sessione affermando dentro di voi: “Oggi io non giudicherò in alcun modo quello che accadrà” e tenete a mente che l’accettazione di sè è la fonte e l’obiettivo dello yoga.

5° km: NON FORMULARE GIUDIZI
Se avete il vizio di valutare in continuazione voi stessi e gli altri, stabilendo chi/cosa è buono o cattivo, giusto o sbagliato, portate lo scompiglio nel vostro dialogo interiore e interrompete il libero fluire dell’energia che scorre tra voi e il campo della potenzialità pura. Imparate ad evitare questa dannosa abitudine.

Per percorrere i km di questa tappa scarica e stampa da qui la tua credenziale/diario per la 1° tappa.

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Prepariamo gli zaini, domani si parte per il cammino delle 7 tappe spirituali

Cosa pensate sia la crescita personale?

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Sarei curiosa di conoscere il vostro pensiero…

Intanto che cerchiamo la nostra riposta personale a questa domanda condivido quello che dicono gli antichi yogin:

“Io sono nel mondo; il mondo è in me”.


Già in passato ho compreso che solo attraverso l’osservazione della nostra interazione con il mondo esterno possiamo davvero riconoscere una nostra crescita personale e spirituale.

Sono emozionata nell’aver scelto di fare questo cammino non da sola ma con voi!

Quello che ci aspetta è un percorso di 7 tappe che ci porterà ad interagire con il mondo esterno e con noi stessi.

Lo Yoga non è solo allineare il corpo negli Asana, diventare Yogi non è solo eseguire gli Asana più avanzati in modo “corretto” ma è anche un cammino di crescita e d’ interazione con noi stessi e con il mondo circostante più consapevole.

Questo sentiero tracciato da Deepak Chopra nel suo libro “Le sette leggi spirituali dello yoga” sarà rivisionato e guidato dalla parte più umile e creativa di me, Tona, di Yoga Fissa Dimora.

Chiunque voglia potrà percorrerlo quando vuole senza limiti o distinzioni di età, sesso, cultura e religione.

Mappa del cammino

Punto di partenza: la nostra individualità

  • Ogni settimana percorreremo insieme una tappa.
  •  Il venerdì troverete sulla nostra pagina facebook e sul nostro blog un articolo di riferimento di tappa, che sarà la nostra freccia da seguire (!), con le parole di Chopra, spunti di riflessione e degli esercizi (non solo fisici) che chiameremo km di tappa(!) da percorrere durante tutta la settimana, che ci aiuteranno ad approfondire e vivere la tappa stessa.
  • Potremo concentrarci sullo stesso esercizio (km di tappa) per tutta la settimana o cambiarlo di giorno in giorno.
  • Basterà inserire il timer sui 5 minuti e fare i nostri km (!)…  (eseguire l’esercizio) ma se vogliamo potremo prolungare il tempo di durata a nostro piacimento. (Ognuno va al suo passo e fa quanti km vuole fare!)
  • Alla fine del km di tappa prenderemo nota della nostra esperienza, delle nostre sensazioni ed emozioni sul diario di tappa che potrai scaricare dall’articolo stesso.
  • La credenziale (il diario di viaggio) è personale ma se ne abbiamo voglia possiamo condividere con gli altri nel post facebook dell’articolo o nell’articolo stesso uno stralcio per noi significativo.

Punto di arrivo: fusione tra la nostra individualità e il mondo che ci circonda

E come per ogni cammino prima di partire prepariamo lo zaino!

Cosa mettere nello zaino

  1. Seguire la freccia (Leggere l’articolo sul blog ogni venerdì)
  2. Scaricare la credenziale, diario di tappa, che troverai nell’articolo/ freccia
  3. Un timer o telefono in modalità aerea
  4. Percorrere ogni giorno i km di tappa (dedicarsi all’esercizio scelto per minimo 5 minuti massimo quanto vuoi)
  5. Tanta voglia di camminare che sia in piano, in salita o discesa!

Domani si parte!

Buon Cammino a noi!

Antonella

Il cammino delle 7 tappe spirituali di Chopra.

Oggi iniziamo insieme un nuovo cammino tracciato da Deepak Chopra per portare lo yoga e la spiritualità nella nostra vita quotidiana.
Il sentiero da lui proposto, composto da 7 tappe (7 leggi) ci aiuterà ad ampliare la consapevolezza che fonde la nostra individualità con il mondo che ci circonda.

E’ necessario comprendere la relazione che unisce le scelte individuali e quelle collettive. In certi momenti le sfide della nostra epoca sembrano insormontabili, superiori alla capacità d’influenza dei singoli individui. E invece, tutti noi possiamo contribuire alla creazione di un mondo migliore grazie alle scelte che compiamo quotidianamente.

Durante questa pandemia, in alcuni momenti, il sentimento d’unione è stato così evidente da non poter nascondere questa profonda e antica verità yogica: SIAMO UNO.

Le 7 leggi spirituali dello yoga di Chopra ci porteranno all’azione.
Ogni settimana esploreremo e lavoreremo su di una Legge con degli “esercizi” di consapevolezza facilmente adattabili alla nostra vita quotidiana.
Una pratica accessibile a tutti senza distinzione di età, sesso e cultura.
Ogni venerdì troverete sul nostro blog la Legge sulla quale andremo a lavorare per tutta la settimana.

Questo cammino ci aiuterà ad ampliare l’integrazione tra corpo e mente ed imparare a mantenere l’equilibrio e la flessibilità anche in mezzo al caos ma soprattutto ci farà comprendere che pur vivendo in questo periodo di grande isolamento sociale NON SIAMO MAI SOLI…

Da venerdì 9 Aprile 2021 ci incamminiamo verso la prima tappa!

Leggi le prime 10 pagine di “Yogi si diventa”

Praticare Yoga durante il ciclo

Per la Yogini con una pratica costante e quotidiana è davvero importante imparare ad ascoltarsi ogni giorno che è sul tappetino per poter adattare al meglio la pratica a come si sente.
Nei giorni di ciclo l’ascolto è davvero necessario.
Ogni donna vive il ciclo in maniera differente. Alcune vivono questo periodo con leggerezza, mentre per altre è doloroso e a volte invalidante.
Molti testi di yoga consigliano di modificare sensibilmente la pratica privilegiando le posizioni con effetto rilassante ed evitando le inversioni. E’ anche vero però, che ci sono molte donne che riescono a praticare attivamente mantenendo il loro regime di pratica senza avere ripercussioni negative.
E’ per questo motivo che è davvero importante seguire la propria intuizione personale e chiedersi sempre: “Come mi sento?”
E’ possibile ci siano crampi, gonfiore, stanchezza o altri disturbi.

Nell’eventualità vogliate praticare ma in maniera più idonea al vostro sentire vi proponiamo di seguito una sequenza adatta ad ogni tipo di ciclo.

Sequenza adatta ad ogni tipo di ciclo (50 min.)

Questa sequenza ha la durata di 50 minuti ma se hai poco tempo puoi dimezzare i tempi di tenuta per ogni asana. Non presenta grandi difficoltà e può essere facilmente eseguita sia da chi non ha molta esperienza con la pratica sia dalle yogi più avanzate. Ti raccomandiamo l’uso di cuscini e coperte per rendere la tua pratica più rilassante ed efficace. Imposta un timer prima di entrare in ogni asana e impara a respirare profondamente e lentamente mentre sei nella posizione focalizzando l’ascolto sul tuo corpo e rilasciando le tensioni un respiro alla volta.
Se hai necessità di ulteriori chiarimenti o consigli rimango a tua disposizione. Puoi scrivermi ad uno dei contatti che trovi nelle altre pagine del blog.

Buona Pratica !

  • Baddha Konasana. Posizione seduta con le gambe ad angolo appoggiando la schiena ad una parete. Occhi chiusi, viso e gola rilassati. (5minuti)
  • Upavista Konasana. Posizione seduta ad angolo appoggiando la schiena ad una parete. Occhi chiusi, viso e gola rilassati. (5 min.)

Piegamenti in avanti, appoggiando la testa su di un cuscino o una coperta

  • Janu Sirsasana. Una gamba flessa lateralmente e il busto si allunga verso la gamba distesa. (3 min. per lato)
  • Ardha Baddha Padma Pascimottanasana. Una gamba piegata nel loto, l’atra distesa. Il busto si allunga verso la gamba distesa. Questa posizione è sconsigliata per i principianti. (3 min. per lato)
  • Triang Mukhaikapada Pascimottanasana. Una gamba è piegata in virasana, l’altra è distesa. Il busto si allunga verso la gamba distesa. (3 min. per lato)
  • Pascimottanasana. Entrambe le gambe distese con stiramento intenso della parte posteriore del corpo. (5 min.)

Piegamenti indietro con il supporto di uno o più cuscini

  • Supta Baddha Konasana. Posizione supina ad angolo legato. (5 min.)
  • Setu Bhanda Konasana. Posizione del ponte sulle spalle. Sdraiati su cuscino e porta le spalle a contatto con il pavimento, gambe distese poggiando i talloni su di un mattoncino yoga o una coperta ripiegata più volte. (5 min.)
  • Shavasana. Posizione di rilassamento completamente sdraiati sul tappetino. Se vuoi copriti con una coperta e copri gli occhi con una fascia. (10 min.)

“Libera il tuo corpo dalle impurità. Il tuo parlare sia sincero e dolce. Prova amicizia per il mondo e con umiltà cerca il benessere e la conoscenza.”
Tirumalai Krishnamacharya

-Per seguire le nostre pratiche on line o se hai delle domande per vivere al meglio il tuo ciclo attraverso la pratica scrivimi in privato

-Per conoscere e approfondire aspetti della pratica puoi richiedere la tua copia di “Yogi si diventa” con dedica e firma puoi scrivermi in privato oppure clicca qui per amazon.

Inversioni sì, inversioni no durante il ciclo

Fino al tardo Ventesimo secolo la maggior parte dei testi yoga non facevano alcuna differenza tra uomo e donna, principalmente perchè le donne erano considerate inadatte e “impure” e quindi escluse.
Solo con l’arrivo dello Yoga in Occidente si iniziano a trovare istruzioni specifiche che si rivolgono ai bisogni e alle condizioni speciali della donna. (Anche se spesso ancora legate a vecchi pregiudizi patriarcali e sessisti).

Ad esempio Geeta Iyengar, figlia del Maestro Iyengar nel suo testo dedicato alle donne “Yoga per la donna” scrive: “Durante il periodo mestruale (della durata di 48-72 ore) è consigliabile il completo riposo. Non si dovrebbero praticare asana. Si può riprendere la pratica normale dal quarto o quinto giorno”. La stessa prosegue consigliando la possibilità di fare dei semplici piegamenti in avanti per ridurre la tensione.

Nel tempo altri maestri e studiosi si sono espressi su cosa sia meglio praticare o evitare sul tappetino nei giorni di ciclo. La praticante e insegnante Bobby Clennell affronta così l’argomento: “Se si porta il corpo in posizione invertita, il processo naturale dell’eliminazione del sangue mestruale viene disturbato; si rischia che il flusso ritorni indietro nella cavità mestruale e nelle tube di Falloppio, spingendo l’utero ad adattarsi a questa condizione innaturale piuttosto che a funzionare normalmente. Dato che il processo delle mestruazioni è basato sull’eliminazione, è una precauzione dettata dal buon senso evitare queste posizioni. E’ consigliabile non praticare alcuna posizione di inversione finchè il flusso mestruale non si è definitivamente interrotto”.

Nello yoga moderno questa è diventata una precauzione dettata dal BUONSENSO, anche se in realtà il flusso mestruale non è condizionato dalla forza di gravità.

E’ chiaro che certe prescrizioni vanno valutate attraverso la propria esperienza personale.

Per quanto riguarda inversioni si, inversioni no durante il ciclo mestruale, è necessario ricordare che nessuno studio o ricerca ha fornito prove stringenti a sfavore delle posizioni di inversione durante il ciclo mestruale.
E’ necessario inoltre ricordare che non solo ogni corpo ma anche ogni ciclo è diverso da donna a donna e che nella stessa donna può variare di volta in volta.

E’ importante saper adattare la pratica al proprio corpo e al proprio sentire ogni giorno e non solo durante il ciclo mestruale. Questo tipo di ascolto e sensibilità si acquisisce e assottiglia nel tempo.

Quello che ho notato dalla mia esperienza personale di pratica, insegnate e amica intima di tante praticanti è che di certo nei primi giorni di ciclo può capitare di sentirsi spossate e avere una sensazione di pesantezza negli arti superiori ed inferiori. Si ha poca voglia di muoversi ed esporsi e di certo non si sente la necessità di dinamismo o d’ impegnarsi in posizioni di forza o d’inversione… è davvero più forte il richiamo verso la terra, la Madre Terra. E’ molto più gradevole farsi coccolare dagli asana con l’uso e il sostegno di coperte e cuscini. Asana che ci radicano, che estendono gli inguini, il tratto addominale o lombare, in cui solitamente si crea maggiore tensione. A volte è davvero necessario poter restare in queste posizioni per tutto il tempo di cui si sente il bisogno per poter ascoltare, respirare, ammorbidire e lasciar fluire.

Coccolarsi.

Anche questo è yoga.

Lo yoga che si adatta al corpo e al nostro sentire.

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8 punti importanti per praticare yoga

  1. Quando praticate rimanete sempre il più concentrati possibile e non forzate mai il vostro corpo. Lo yoga è la disciplina del miglioramento progressivo, quindi non ha senso affaticarsi per fare di più. Se praticato con regolarità e costanza i miglioramenti saranno continui e sicuri.

2. Praticate ogni volta che vi è possibile purché sia lontano dai pasti o dopo uno spuntino leggero. Anche solo dai 20 ai 40 minuti saranno sufficienti per iniziare ad avere dei risultati concreti a livello fisico e mentale.

3. Praticare in compagnia è una cosa positiva, purché venga mantenuta una certa disciplina (non chiacchierare, non distrarsi o distrarre). Anche praticare in solitaria è un buon modo. Se è possibile scegliete un angolo calmo e solitario della vostra casa e state all’aperto quando la stagione lo permette. Cercate di distrarvi il meno possibile rimanendo concentrati su voi stessi e il vostro corpo.

4. La stanza in cui praticate deve essere ben arieggiata. Toglietevi di dosso tutto ciò che vi stringe o lega come cinture, orologio, bracciali, collanine. Indossate abbigliamento comodo. Usate sempre lo stesso tappetino e usatelo solo per la vostra pratica di yoga.

5. Incominciate da subito a fare attenzione all’alimentazione.

6. Usate un quadernino per annotare tutto quello che riguarda la vostra pratica: giorni, orari, tipo di pratica, progressi o difficoltà.

7. Il tempo dedicato allo yoga è un tempo importante, il più prezioso della giornata per il miglioramento e il benessere del corpo e della mente. Concentratevi attentamente su quello che state facendo, cercando di eliminare le preoccupazioni, ansie e nervosismo. Create una parentesi in cui ci siete solo voi e quello che state facendo e lasciate tutto il resto fuori.

8. Abbiate fiducia in voi stessi e nello yoga.

Creare uno schema abituale per la meditazione

“Yoga e meditazione sono i due metodi per dissolvere i disturbi della mente. Yoga è controllo dei moviementi della mente. Conoscenza (Jnana) è la chiara osservazione di essi.
Laghu Yoga Vasishta V.9.72

Degli otto passi dello Yoga, i tre aspetti interiori, dharana (concentrazione), dhyana (meditazione) e samadhi (assorbimento), si riferiscono specificatamente alla pratica di meditazione.
Meditare significa mettere la mente in uno stato calmo e concentrato in cui le energie mentali si possono rinnovare e trasformare. La meditazione è uno strumento importante per guarire la mente ma i suoi benefici si estendono anche al corpo.

E’ per questo motivo che è importante inserire una pratica di meditazione nella propria quotidianità. Sono più efficaci pochi minuti al giorno che una seduta di 1 ora alla settimana. Come sempre la costanza e la continuità sono essenziali per poter usufruire dei benefici in qualsiasi ambito.
Di grande aiuto, per creare una nuova abitudine sono degli agganci che creano la routine.
Di seguito trovare dei semplici passaggi per creare uno schema abituale di meditazione.

1. Trovate il vostro tempo-spazio per la meditazione. Usate un timer inserendo il tempo di cui disponete da dedicare alla meditazione.

2. Sedete in una posizione comoda con la spina dorsale eretta. Si può assumere una posizione specifica Yoga oppure per chi ha difficoltà si può sedere su di una sedia. Una posizione comoda e rilassante è essenziale per poter meditare.

3. Date energia al respiro. Per qualche momento concentratevi sulla vostra respirazione naturale. Se non conoscete alcuna tecnica di Pranayama, allungate man mano i tempi di ogni inspirazione e di ogni espirazione. In questo modo si dirige l’energia all’interno, dando maggiore forza alla meditazione.

4. Per pulire il campo energetico e sensoriale e focalizzare l’energia all’interno, per alcuni minuti fate una visualizzazione. Si può visualizzare un colore, un disegno geometrico, un’immagine del mondo naturale, una divinità o un guru, secondo l’inclinazione naturale della persona.

5. Create la vostra affermazione positiva per quella meditazione e ripetetela nella mente per tre volte. Una frase semplice, fatta di poche parole chiare che descriva la vostra intenzione. L’affermazione positiva del pensiero è un condizionamento che creiamo nella nostra mente e nel nostro cuore.

6. Utilizzate per alcuni minuti una tecnica di meditazione di nostra conoscenza. Tra le tante a disposizione possiamo scegliere tra l’osservazione o il conteggio del respiro oppure la ripetizione di un mantra. Per conoscere e approfondire le tecniche e trovare quella più adatta a noi possiamo fare ricerche o seguire un corso con un maestro.

7. Osservate silenziosamente la mente, lasciando che si svuoti. Il meditante in questa fase impara ad assumere il ruolo di testimone e guarda i contenuti della mente con distacco.

8. Al suono del timer lasciate andare lo stato di meditazione con gentilezza. Ringraziate il vostro corpo, la vostra mente e il vostro cuore per aver sostenuto la meditazione e ritornate alle vostre attività quotidiane.

Questi passaggi ci aiutano davvero a creare il nostro spazio interno ed esterno per la meditazione. Più ci applichiamo ed esercitiamo e più facile sarà per noi dedicarci a questa antica pratica ricca di valore e benefici.

Buona pratica.

Vieni a conoscere il nostro video-corso di meditazione cliccando qui

Per conoscere i benefici di questa pratica puoi leggere il nostro articolo.

La meditazione e i suoi benefici

Tutti possono meditare ma la meditazione non è qualcosa che si può fare e non è qualcosa che si può imparare a fare, perché la meditazione è uno stato della mente.

Quello che possiamo fare è:
1. Trovare e provare delle tecniche che ci induco in uno stato meditativo
2. Praticare, praticare, praticare.

La nostra mente è perennemente stimolata e si muove velocemente da un pensiero all’altro in maniera quasi totalmente incontrollata, creando a catena altri pensieri, emozioni, desideri e paure.
E’ la sua natura e va accettata.
La meditazione quindi, non modifica la mente ma l’aiuta a calmarsi e a diventare più consapevole di sé, come farebbe un amico.
Nello stato meditativo, infatti, la mente rallenta la produzione di pensieri e in quella calma abbiamo la possibilità di osservare, conoscere noi stessi e quindi crescere.
La calma che raggiungiamo quando stiamo praticando non rimane in quello spazio-tempo ma si espande a tutto il resto della giornata.
Calmare l’irrequietezza della mente è solo uno dei suoi benefici.
Esistono oltre 3.000 studi scientifici che evidenziano tutti gli altri regali che la meditazione ci fa se le dedichiamo un po’ del nostro tempo durante la giornata.
Alcuni di questi si possono assaporare già dalle prime pratiche, altri fioriscono con la costanza e lo scorrere dei giorni.


– Riduce lo stress e gli effetti che lo stress ha sul nostro corpo
-Ci aiuta ad essere più consapevoli delle nostre emozioni e quindi a gestirle
-Riduce e aiuta a superare gli stati d’ansia e di depressione
-Riduce la ruminazione aiutando a controllare i pensieri
-Contrasta i problemi d’insonnia
-Aumenta l’energia
-Rende la mente più lucida
-Aiuta a prendere decisioni migliori
-Rende più chiara la visione di ciò che vogliamo nel nostro futuro
-Migliora la concentrazione e tutte le facoltà mentali
-Stimola il sistema immunitario
-Aiuta a comprendere e dare più importanza al momento presente
-Porta più amore verso se stessi e benevolenza verso gli altri

Molti uomini e donne dalle menti brillanti e dalle vite ricche di creatività e innovazione hanno dichiarato il loro impegno quotidiano e costante nella pratica della meditazione.
Uno tra questi è stato Steve Jobs:

“Se ti siedi e osservi, vedrai come la tua mente sia irrequieta. Se provi a calmarla, è solo peggio. Con il tempo riuscirai a calmarla e quando si calma, c’è spazio per sentire cose ben più complesse. E’ qui che la tua intuizione inizia a fiorire e tu inizi a vedere le cose con maggior chiarezza e vivere maggiormente il presente. La tua mente rallenta e vedi un enorme distesa nel momento. Vedi molto più di quello che riuscivi a vedere prima”.
Steve Jobs


Ognuno di noi ha diversi motivi personali per voler iniziare un percorso di meditazione, fosse anche “soltanto” per mettere in ordine i pensieri ma sicuramente i doni che la meditazione porterà supereranno le aspettative.
L’unica cosa che dobbiamo iniziare a fare è fermarci, praticare e accogliere.

Inizia la tua pratica chiedendoti in cosa potrebbe aiutarti la meditazione…?
Se vuoi condividi la tua risposta con noi.

 Clicca qui per accedere al video-corso di meditazione: acquietare le onde della mente.

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