Per me la vita è un grande spazio naturale in cui camminare, conoscere ed esplorare. Nel corso della vita a volte si attraversano dei grandi prati verdi, a volte ci sono le colline o delle grandi montagne da superare. A volte ci si impantana e sporca le scarpe di fango, a volte si fanno pause con un piacevole pic nic o sul ciglio di un fiume…. e a volte ci sono tunnel o burroni.
Io più che camminare, solitamente saltello e nel mentre ho visto in lontananza un burrone. Mi ci sono avvicinata sempre di più, mi sono fermata sul ciglio per capire come poterlo oltreppasare ma più che caderci mi ci hanno spinto giù.
C’è un film che si chiama L’Odio. Il protagonista del film ad un certo punto pronuncia una frase che tra me e i miei amici dell’adolescenza era diventata un mantra : “L’importante non è la caduta ma l’atterraggio!!”
In questo caso il mio atterraggio è stato senza paracadute e senza riuscire a mettere le mani avanti per attutire il colpo…insomma più che atterraggio è stato un vero e proprio schianto (nel senso negativo del termine) Sbam!
Arrivata.
Qui dove mi trovo fa un gran freddo, mi fa male ogni più piccola parte del corpo, è tutto buio e solo alzando gli occhi verso l’alto vedo in lontananza un puntino bianco… la luce! (sono fortunata a vederla). Sono ancora intera sì, ma non riesco a muovermi e prendendo coscienza di me mi sento in frantumi.
La caduta è stata veloce ma in poco tempo ho raggiunto una grande profondità.
Questo luogo si chiama depressione!
Mi trascino nello spazio circostante e mi metto in un posto che mi sembra essere più comodo e accogliente degli altri e lì mi rannicchio. Sento le voci di chi mi vuole bene che da lì dove c’è l’aria e la luce iniziano a parlarmi: “Tutto bene?” “Ma come hai fatto a cadere, lo sapevi che c’era il burrone” “Dai su, reagisci” “Risali” “Io sono qui, ti aspetto” “Ti lancio una fune, risali”.
Molte funi mi sono state lanciate nel burrone ma in realtà quasi nessuna è arrivata alla profondità giusta di dov’ ero tanto da poterla afferrare…
“Non c’è la faccio” unica risposta.
Spesso, quando una persona in un burrone risponde non c’è la faccio non sta mentendo o auto-sabotandosi, non c’è la fa davvero.
A volte ho provato ad allungare il braccio e ad afferrarne una… o non ci sono arrivata, o la forza era troppo poca per afferrarla e rimettermi perlomeno in ginocchio. Mi hanno lanciato oggetti, soldi, libri, foto per ricordarmi che su, lì dove c’è la luce è meglio… ma niente…. tutto mi faceva solo sentire più dolore. Sono stata giorni interi nel burrone facendo il possibile di quello che riuscivo a fare: girarmi su me stessa, osservare il posto in cui ero, accarezzare le pareti.
Guardavo le parti del mio corpo e provavo a vedere se ancora funzionavano. Provavo a respirare. Dal respirare ho ricordato le pratiche di Pranayama dello yoga e ho iniziato ad applicarle. Respirare e cercare di controllare e direzionare il respiro era l’unica cosa che sembrava chiedermi meno impegno d’energie. Di lì, poi, in maniera quasi inconsapevole ho iniziato ad ascoltare la mia mente, le mie sensazioni corporee e le mie emozioni… ho iniziato a MEDITARE.
Meditavo sdraiata perché stare in posizione seduta era troppo impegnativo per me.
In queste meditazioni, senza alcuna difesa o controllo è iniziato un percorso di auto-osservazione. Tanti piccoli pezzettini di me mi si proponevano agli occhi della consapevolezza. Una consapevolezza che a volte ha fatto tanto male ma che pian piano mi ha permesso di rimettermi in ginocchio ed afferrare una fune e dopo rimettermi almeno in piedi…
Trovare o avere le forze per iniziare a risalire non è così scontato…
Praticare Asana era del tutto impensabile, ma lì dove non c’era nulla, né corpo né forza io ho trovato una delle forme dello Yoga…
Per sempre grata.
Spero che questo racconto possa arrivare a tanta gente che si trova nel proprio burrone e poter essere d’ispirazione e aiuto. Io vi capisco. Di lì non si può andare via. Quelle poche energie che avete usatele per meditare e la meditazione vi accoglierà nel suo abbraccio e vi cullerà.



Molto bello l’articolo. Continua a scrivere . Aiuta te , aiuta altri . 🙏
Ciocia Maria Antonietta Inviato da iPhone
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Seguirò il consiglio
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